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Rapporto BIM OICE 2019: l’analisi del mercato e delle gare

La recente presentazione del Rapporto OICE 2019 sulle gare BIM per opere pubbliche ha offerto un’analisi approfondita delle procedure di gara bandite nel 2019. Il BIM in Italia è in crescita, certamente. I dati non si limitano all’analisi quantitativa, ma forniscono un quadro completo anche relativamente al contesto normativo in fieri e alla crescente rilevanza del BIM negli atti di gara.

L’analisi quantitativa
Nel 2019 i bandi di gara con riferimento all’utilizzo delle metodologie BIM sono stati 478, +58,3% sul 2018. Oltre che nelle procedure per servizi di architettura e ingegneria, nel 2019 i riferimenti al BIM sono stati rilevati anche in 7 appalti integrati e in 2 bandi di project financing. L’andamento positivo è coinciso con una crescita di tutto il mercato dei servizi di architettura e ingegneria (S.A.I.) che nel 2019 ha registrato un +20,1% nel valore (+0,8% nel numero).

Il confronto, nel numero, tra i bandi per servizi di architettura e ingegneria con richiesta di BIM e il totale del mercato dei servizi di architettura e ingegneria rilevati nel 2019, vede i bandi BIM all’8% del totale, un dato in aumento rispetto al 2018 che aveva registrato un +5,1%. In termini assoluti, quindi, i bandi con richiesta di BIM sono ancora poco numerosi rispetto al totale.

Il valore e gli importi
Dal punto di vista del valore, invece, nel 2019 i bandi con richiesta di BIM hanno raccolto 296 milioni di euro, contro i 1.502 milioni di tutto il mercato. Il valore medio deibandi BIM è stato di 620.000 euro, molto superiore al valore medio di tutti i bandi per servizi di architettura e ingegneria che è di 252.934 euro. L’aumento è determinato prevalentemente dalla crescita dei bandi di importo superiore alla soglia europea dei 221.000 euro (soglia che dal 1 gennaio 2020 è stata portata a 214.000 euro). I bandi “sopra soglia” raggiungono il 56,1% del numero totale, raggiungendo però il 92,6% del valore totali.

Stazioni appaltanti e tipologie di intervento
Nel 2019 le stazioni appaltanti più attive sono state le Amministrazioni dello Stato che hanno pubblicato 171 gare, seguite dai Comuni con 126 bandi, dalle concessionario con 60 bandi, dagli ospedali Usl e Asl con 59 bandi, dalle Regioni con 30 bandi e dalle Province con 15 bandi. Chiudono l’elenco, le Università e gli Istituti di ricerca con 14 bandi.

Si conferma la tendenza verso la progettazione di interventi di ristrutturazione e risanamento del patrimonio infrastrutturale esistente. I bandi per ristrutturazione sono stati 303, quelli per le nuove realizzazioni sono stati molto meno: 164. Il BIM è stato richiesto nella gran parte dei casi in relazione a interventi per opere puntuali (85,4%), e in particolare per interventi nel campo dell’edilizia direzionale e per uffici (122 bandi). L’edilizia scolastica è stata protagonista di 59 bandi, l’edilizia sanitaria di 29 bandi, l’edilizia per caserme di 22 bandi. Sono stati 11 i bandi per musei, biblioteche e attività culturali, 16 i bandi per impianti sportivi. Non è stato rilevato nessun bando per le bonifiche ambientali.

Il contesto normativo
La progressione del numero delle gare in cui vengono formulati richiami all’impiego di strumenti di modellazione è legata alla presa di coscienza da parte delle stazioni appaltanti del d.m. 560/2017 che ha previsto dal primo gennaio 2019 l’obbligo del BIM per “lavori complessi” concernenti opere di importo superiore ai 100 milioni di euro, che con gradualità arriverà ad applicarsi a tutte le opere dopo il primo gennaio 2025. Secondo l’Oice, dovrebbe considerarsi superato il dibattito sulla legittimità del decreto 560 e sulla possibilità di recuperarne il contenuto nella nuova bozza del “Regolamento Unico” del Codice Appalti. L’auspicio è che ci siano riferimenti normativi nel prossimo regolamento, anche nel rispetto delle norme europee e delle legislazioni degli altri paesi europei. L’OICE ha quindi invitato la Commissione nominata a novembre dal Ministro Paola De Micheli a considerare la necessità di recuperare nel nuovo regolamento i principi del decreto.

Il BIM come elemento premiale
L’analisi qualitativa sui bandi di gara BIM 2019 mostra quattro principali modalità di riferimento al BIM: due legate alla fase di accesso alla gara e due inerenti la fase di valutazione delle offerte. Nella fase di accesso, è stata valutata la capacità tecnica del concorrente sulla base dell’esperienza pregressa legata il BIM (requisito che era presente in 31 bandi di gara) e il BIM è stato richiesto come requisito di idoneità con riferimento alle singole figure professionali in 187 bandi di gara, riconoscendo maggiore premialità a chi ha certificato le competenze in conformità alla norma UNI 11337:7. Nella valutazione delle offerte, il BIM è stato valutato come sub-criterio nell’ambito del merito tecnico e delle caratteristiche metodologiche dell’offerta. I dati mostrano come il BIM abbia assunto un particolare rilievo quale elemento di premialità attribuito all’offerente nell’ambito dell’utilizzo del criterio di aggiudicazione dell’offerta economicamente più vantaggiosa per l’affidamento di servizi di ingegneria e architettura di importo pari o superiore a 40.000 euro. Sono state ben 134 le gare in cui sono stati attribuiti punteggi nell’ambito del criterio delle caratteristiche metodologiche dell’offerta.

(articolo da Bimportale.com)

 

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