Autore: Ing. Adriano Castagnone
Scritto da un tecnico per i tecnici. Un’immersione nel futuro della progettazione, senza la pretesa di avere la sfera di cristallo, ma con la curiosità di chi ama il proprio mestiere e non ha paura di sporcarsi le mani con il nuovo.
Introduzione
Per ogni architetto e ingegnere, il vero salto quantico è il passaggio dal progetto al cantiere, il momento in cui la purezza della teoria si scontra con la polverosa e imprevedibile realtà.
Il cantiere è il nostro campo di battaglia: un’arena dove si combatte ogni giorno contro tempo, imprevisti e logistica. Le nostre “truppe” sono un esercito di maestranze da coordinare, e l’imprevisto, dalla vena d’acqua non mappata al fornitore in ritardo, è la norma. Di fronte a questo caos, il progetto è il nostro piano d’attacco: un capolavoro di strategia, intessuto di calcoli rigorosi e disegni dettagliati. È il nostro mondo ideale, una mappa precisa che difendiamo con i denti in un territorio inesplorato.
È proprio in questo scenario, fatto di analisi, capitolati complessi, calcoli strutturali e degli impianti e corse contro il tempo, che si affaccia un alleato inaspettato: l’Intelligenza Artificiale (AI).
L’idea non è delegare il comando a una macchina, ma dotare noi, progettisti e direttori dei lavori, di strumenti di intelligence superiori. L’AI promette di analizzare i dati per prevedere gli imprevisti, ottimizzare la pianificazione e aiutarci a ricalibrare il cronoprogramma in tempo reale, non quando il danno è già fatto.
È un’arma strategica che può trasformare la nostra lotta quotidiana in una campagna gestita con maggiore consapevolezza ed efficienza. Esploriamo come.
L’AI non è solo per informatici
Quando si parla di AI, molti progettisti storcono il naso: “Ma io sono un ingegnere, mica un programmatore!”.
Comprensibile.
Ma non serve essere dei guru del machine learning per trarne beneficio.
Oggi l’AI è integrata in moltissimi strumenti già presenti nei nostri studi: software BIM, CAD, gestione documentale, piattaforme di modellazione strutturale, software per la sicurezza dei cantieri… Insomma, è già in mezzo a noi.
Non serve imparare a scrivere algoritmi: basta saper riconoscere le opportunità.
Partiamo dagli usi più semplici (quelli più complessi, come l’uso per il BIM, il calcolo strutturale, la progettazione architettonica, una prossima volta!).
AI come assistente personale da studio
Molti strumenti AI, come ChatGPT, Claude, Gemini, ecc.) possono agire da veri assistenti virtuali. Possono aiutare nella redazione di relazioni, riassumere verbali, scrivere e-mail con tono formale, o riformulare note di progetto in modo chiaro.
Esempio pratico: durante una consegna urgente, il progettista detta le note tecniche a voce. L’assistente AI le trascrive, le riformula in linguaggio tecnico corretto e le inserisce nel documento finale. Il tutto prima che si scaldi la seconda tazzina di caffè.
Gemini per l’analisi di fogli di calcolo
Gemini può agire come un analista dati interattivo per i tuoi fogli Excel. Invece di scrivere formule complesse o creare manualmente tabelle pivot, puoi semplicemente caricare il file e porre domande in linguaggio naturale. Gemini interpreta la tua richiesta, analizza la struttura e i dati del foglio, ed estrae le informazioni rilevanti, identifica trend, esegue calcoli o crea visualizzazioni.
Esempio pratico: Un progettista carica su Gemini un computo metrico estimativo in formato Excel (computo_villa.xlsx). Il foglio contiene colonne come “Categoria Lavorazione”, “Descrizione”, “Quantità” e “Costo Totale”.
Il progettista chiede: «Analizza questo computo. Qual è la categoria di lavorazione con l’incidenza maggiore sul costo totale? Creane un grafico a torta che mostri la ripartizione percentuale dei costi per ogni categoria.»
Senza scrivere una singola formula, Gemini restituisce l’analisi richiesta e il grafico, evidenziando immediatamente le voci più impattanti del progetto.
Attenzione però: è sempre consigliabile informarsi sulle politiche di gestione dei dati e della privacy degli strumenti AI basati su cloud, soprattutto quando si caricano documenti sensibili.
Anche di questo ne parleremo presto.
Ricerca ed approfondimenti
Per chi, come me, ha un debole per la ricerca, l’AI è uno strumento esplorativo eccezionale di gran lunga superiore a Google.
Si può usare per analizzare normative, confrontare modelli di calcolo, sintetizzare studi accademici ad una velocità incredibile.
Google elenca una lista di documenti in ordine di importanza, ma tutto il lavoro di sintesi è da svolgere a mano, vagliando ogni documento, cernando come un minatore
Gemini, basato sugli siti web trovati da Google, crea la sintesi e la risposta in fuzione del quesito posto.
In più diaologando, cambiando argomento, approfondendo, e, infine, producendo un documento riassuntivo.
Una bella differenza!
Conclusione
L’AI genera risparmi economici prevenendo imprevisti e ottimizzando la pianificazione, riducendo ritardi e danni in cantiere.
Aumenta l’efficienza nella gestione del progetto e accelera compiti burocratici.
Permette analisi rapide di dati economici come computi metrici e ricerche approfondite, minimizzando errori costosi.
Il risultato sono meno “grattacapi” e rilavorazioni, ottimizzando tempi e risorse.
Come fare per conoscerla ed usare subito l’AI: non serve diventare esperti, basta diventare curiosi
L’Intelligenza Artificiale non è una moda passeggera, né una tecnologia da relegare agli informatici puri.
È uno strumento trasversale, un amplificatore delle nostre competenze. Il progettista che saprà riconoscerne le potenzialità non sarà sostituito da una macchina, ma da un collega che la sa usare meglio.
La matita resta ancora il nostro strumento preferito. Ma se a tenerla è una mano assistita dall’AI, magari la linea sarà più dritta. O almeno ci eviterà qualche grattacapo in meno.
Per un neofita, la curiosità è il motore fondamentale per scoprire l’intelligenza artificiale.
È la scintilla che spinge a superare la complessità iniziale, ponendo domande essenziali: “Cos’è veramente?”, “Come funziona?”, “Come posso usarla?”.
Questa spinta porta alla sperimentazione diretta con gli strumenti di AI generativa, trasformando concetti astratti in esperienze pratiche e comprensibili.
Senza curiosità, l’AI resta una tecnologia distante.
Con essa, diventa un affascinante territorio da esplorare, dove ogni domanda apre nuove porte alla conoscenza e ogni esperimento svela un potenziale prima inimmaginabile, rendendo l’apprendimento un’avventura personale.
Provare per credere.
