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Case histories

L’implementazione del BIM nell’ambito della collaborazione con un cliente storico – Contec Ingegneria

È opinione diffusa che l’adozione della metodologia BIM registrerà uno scatto decisivo nel momento in cui riusciremo a coinvolgere anche i committenti nella discussione. Solo così questi potranno acquisire quella consapevolezza necessaria a valutare le potenzialità che può offrire il nuovo approccio al processo edilizio, scegliendo coscientemente con quale obiettivo adottare, o meno, i metodi e gli strumenti innovativi che identifichiamo nel Building Information Modeling.
Il caso studio che propone il Gruppo Contec, in particolare Contec Ingegneria in collaborazione con Open Building, è significativo rispetto a quanto affermato.

Il Gruppo Veronesi è un insieme di società appartenenti al settore alimentare e dell’agrozootecnica che, a partire da un mangimificio realizzato a Verona nel 1958, è arrivato nel 2016 a registrare ricavi per circa 2,8 miliardi di euro. Del Gruppo fanno parte marchi molto noti a livello nazionale ed internazionale come AIA (Agricola Italiana Alimentare S.p.A.) e Negroni. Contec Ingegneria, sin quasi dalla nascita del Gruppo Veronesi, offre il suo supporto per le diverse necessità legate ai temi dell’ingegneria, dell’architettura e della sicurezza.
L’esperienza di seguito descritta riguarda, in particolare, i siti produttivi di AIA presso i comuni veronesi di San Martino Buon Albergo e Nogarole Rocca.

A partire dal 2015 il dialogo già in essere con l’ufficio tecnico di AIA ha iniziato a considerare anche temi legati alla digitalizzazione del patrimonio immobiliare.
Il primo caso studio che è stato proposto al committente ha riguardato la restituzione tramite modelli informativi della rete di sottoservizi dell’impianto di depurazione dello stabilimento di San Martino Buon Albergo, con l’obiettivo di fornire un’evidenza pratica su che cosa differenzi l’approccio BIM da quello tradizionale.
L’aspetto più apprezzato di questa sperimentazione è stato l’essere riusciti a riunire in un unico ambiente informativo, facilmente consultabile ed altamente comunicativo, le informazioni sensibili in un’ottica di gestione dell’impianto e dei futuri interventi. Il cliente oggi conosce esattamente la disposizione delle reti, resesi via via più intricate con l’evoluzione del sito, ed i parametri dimensionali e prestazionali fondamentali.

A seguito di questa prima esperienza, si è deciso di approcciare anche il progetto di ampliamento dell’impianto di depurazione secondo metodiche BIM. È stata questa l’occasione per introdurre nuovi elementi d’innovazione. In particolare, è stata implementata una piattaforma cloud, consultabile anche da mobile, di condivisione del modello e di gestione della comunicazione tecnica fra il cliente ed i membri del team interdisciplinare.

Questo strumento ha permesso di efficientare il processo di condivisione e sviluppo del progetto, grazie alla maggiore precisione della comunicazione model-based ed alla possibilità di poter facilmente consultare ed interrogare gli elaborati progettuali da qualsiasi luogo. Il committente è stato formato all’utilizzo della piattaforma – comunque molto intuitiva – ed ha avuto in questo caso un ruolo operativo nella digitalizzazione del processo, accettando di buon grado di modificare le modalità con cui tradizionalmente veniva revisionato il progetto.

Infine, il progetto di ampliamento del macello presso lo stabilimento di Nogarole Rocca (VR), attualmente in corso di realizzazione, è stato anch’esso portato avanti implementando metodi e strumenti afferenti alla metodologia BIM. Questa scelta è stata fatta a seguito dei benefici riscontrati nei casi precedentemente illustrati ed in relazione ad una richiesta esplicita della committenza, che ha richiesto una modellazione tridimensionale per controllare le interferenze impiantistiche in fase progettuale.

Il coinvolgimento/convincimento dei committenti nell’abbracciare l’innovazione che sta progressivamente interessando il settore delle costruzioni difficilmente può ipotizzarsi immediato e spesso richiede un investimento in fase iniziale. Tuttavia, seppur non sufficiente, tale attività risulta senz’altro necessaria, per il ruolo di abilitatore delle iniziative che il committente gioca nel processo edilizio. In secondo luogo, concordando sul fatto che saranno i proprietari del bene quelli a beneficiare maggiormente della messa a disposizione di un sistema informativo efficiente dell’edificio (in altre parole, del BIM), il loro coinvolgimento è l’unica maniera per ridare valore all’attività di chi, progettisti ed imprese, è autore di questo prezioso patrimonio informativo.

 


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